Collezione Cuciti - la vita come arte

collezione cuciti zanetto

I CUCITI sono una risposta controcorrente. Tutto parte dall’idea di aggiustare, di riparare. Una toppa, una cucitura, un rammendo diventano segni indelebili della storia e della vita di un oggetto e gli conferiscono bellezza e valore. Quei segni sono linguaggio, sono comunicazione.

In Giappone esiste un’antica arte chiamata Kintsugi. E’ l’arte di riparare gli oggetti utilizzando materiali preziosi come l’oro e la lacca. Il tutto secondo un rituale che è esso stesso un percorso di ricerca e di interpretazione della bellezza.

Basta uno scatto fotografico e il volto di un anziano, solcato dalle rughe, racconta la vita senza bisogno di parole. Una trama fitta di esperienze e di ricordi che possiamo anche solo immaginare. Ma tanto basta per provare un senso di profonda deferenza di fronte alla bellezza. Che non è univoca: appartiene a ogni età, latitudine e luogo. E, soprattutto, è una bellezza unica e irripetibile. Come un’impronta digitale.

 

Qualcosa di simile si può ritrovare negli oggetti del quotidiano. Quegli oggetti che ci accompagnano e ai quali attribuiamo significati e simboli indispensabili a preservare la memoria delle nostre origini e dei nostri affetti. Che poi sono quelli che ci danno identità, ci rapportano con il reale e ci forniscono gli strumenti per comunicare chi siamo. I segni dell’usura, il colore che sbiadisce, la crepa che ne attraversa la superficie trasformano un ‘banale’ oggetto – una tazza, un piatto, un bicchiere, un vaso – in qualcosa di diverso.

 

Tutto questo, nell’era del primato della tecnologia, sembra dissolversi e perdere di senso. I prodotti sono pensati, progettati, realizzati e programmati per ‘morire’ a tempo determinato. Non lasciano neppure la remota possibilità di essere riparati e recuperati a nuova vita. In sostanza vanno direttamente alla discarica. Alimentando l’insensata corsa al nuovo e al consumo NON consapevole. Con conseguenze anche per il nostro Pianeta.

 

E’ su questa riflessione che si è sviluppata la nostra ultima avventura progettuale. E anche la nostra sfida a un modo di vivere e pensare che cancella forzosamente il ‘passato’ per far posto al nuovo senza memoria.

 

Ecco che usare un materiale diverso, una texture a contrasto immaginando una cucitura che  ricostruisce la superficie di un oggetto quasi fosse un tessuto, crea un cortocircuito mentale, qualcosa di inedito e sorprendente. La riparazione diventa decorazione e sottolinea un vissuto di gesti creativi che attingono da abilità e capacità artigianali sedimentate nella pratica quotidiana di giorni, mesi, anni, decenni. Un’esperienza che non sarà mai uguale a un’altra e che darà la propria indelebile impronta di unicità.

 

Ecco perché un oggetto della collezione I CUCITI è un tributo alla memoria. E un transfert per chi, nella contemporaneità dell’oggi, cerca punti di riferimento capaci di dare valore alla bellezza del tempo che scorre. Lasciando i segni del suo passaggio.

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