L’ARCHITETTURA DELLA BELLEZZA

Il nuovo centrotavola Domino. Un semplice anello e delle vele tese, rese rigide dalla materia di cui son fatte: prezioso metallo. E poi il richiamo a un’antico gioco. Un alito di vento e…inizia la danza di un nastro di tessere che, per caduta, si anima creando stupore e magia.
E ancora…il ricordo di architetture dalle nervature ardite e maestose, ma anche la contemporanea creatività ingegneristica di Santiago Calatrava o del grande e indimenticato Oscar Niemeyer.

Sono queste le figure che si affacciano alla mente osservando DOMINO.
Basta provare a immaginare le svettanti colonne delle navate gotiche o, per restare nel mondo dell’oggi, all’organica eleganza della Stazione dell’Alta Velocità di Reggio Emilia o del Ponte Almeda a Valencia, firmate da Calatrava.
Ma ancora di più la similitudine è percepibile osservando la Cattedrale di Brasilia di Oscar Niemeyer.
I richiami alla Natura degli elementi architettonici si unisce a un dinamismo che fa vibrare l’architettura. Per contrasto.
Perché la singolarità sta proprio nel rendere mobile qualcosa che per necessità deve essere statica. L’architettura è costruzione, è struttura, è qualcosa destinata a durare nel tempo…testimone del fare dell’uomo.
In piccolo questa magia si ripete nell’ultima creazione Zanetto.
Un centrotavola semplicissimo eppure versatile, mobile, elegantissimo.
Le vele che ne compongono la struttura hanno la bellezza del colore del metallo passando dall’argento lunare, al bronzo, all’oro, al rosso del prezioso rame. Questo gioco di cromie insieme alla luce che ne fa muovere la superficie definisce un oggetto che – da solo – dona all’ambiente che l’accoglie un distillato di perfezione.
Paradossalmente non è la funzione a disegnarne l’identità – portafrutta, per esempio – ma è proprio la sua architettura che rende omaggio, in miniatura, all’opera dell’uomo e alla sua creatività.
L’architettura racconta ‘Civiltà’ e ‘Cultura’. Termini a cui Zanetto è profondamente legato perché rappresentano la stratificazione dei saperi e della loro capacità di rinnovarsi mantenendo intatti i fili della memoria. La bellezza del fare e del lasciare ‘traccia’ sta proprio nel creare oggetti capaci di interpretare la propria contemporaneità e, insieme, essere oltre essa. E’ la potenza evocativa dell’immagine.
In questo processo di costruzione del ‘bello’ si definisce lo spazio della consapevolezza, del valore intrinseco della materia e della necessità di non sprecarla. Mai.
Ed è nel fare che lo ‘scarto’ di altre lavorazioni diventa a sua volta materia da modellare, da trasformare in idea tangibile. Una forma pensiero che da sempre è nota distintiva delle opere firmate da Zanetto.

Per ulteriori informazioni sul centrotavola “Domino”: https://www.zanetto.com/it/shop/centerpiece/

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