PUO’ IL METALLO BALLARE?

Riflessi, luci e bagliori sono per Zanetto alfabeto, punteggiatura, note per una partitura musicale.

Argento, rame, ottone e leghe preziose sono, invece, la materia che si plasma sulle idee e sulle intuizioni che si trasformano in oggetti.

A prima vista il metallo è rigido, statico, duro. Pare non offrire una lettura dinamica della sua natura. Non è così e lo dimostrano secoli di arte scultorea e di manifatture artistiche eccelse. Da ogni parte del mondo.

Ma Zanetto compie un salto ulteriore, tesse il fil rouge che unisce il passato con la contemporaneità.

Una lettura che è specchio dei tempi, della sua mutevolezza e del suo divenire disordinato e di difficile comprensione. Mai come oggi esiste una liquidità del pensiero che rende complesso trovare una strada espressiva chiara e univoca. Esiste una divaricazione che separa le realtà: quella della quotidianità fatta di gesti ripetuti e necessari – mangiare, dormire, camminare, lavorare – e quella virtuale fatta di tecnologia, di mondi paralleli, di proiezioni in futuri sempre più ‘realizzabili’.

Ma un modo esiste, per restare sopra questo magma di contraddizioni, di realtà sovrapposte, di conflittualità evidenti che caratterizzano la nostra epoca: coltivare la capacità di creare attraverso il fare, diventando gelosi custodi di saperi tramandati e di conquiste tecnologiche da rinnovare ogni giorno.

E’ necessario tenere conto della ‘vita’ quale espressione del tempo e del rinnovamento circolare del mondo. Su questo mistero si fonda l’evoluzione, il movimento, il pensiero dell’uomo. Su questo mistero si è chiamati, in ultima analisi, a confrontarci.

Pensando al nostro Pianeta, pensando a cosa lasciare a chi seguirà dopo di noi.

L’arma è, da sempre,la bellezza, l’armonia, l’emozione, l’equilibrio raggiunto in un istante che diventa eternità. Ma come? Come è possibile?

E’ semplice: non la mente ma il cuore. E’ in questo transfert che avviene il salto quantico, la scintilla.

Non occorre realizzare grandi opere. Anche nelle piccole ‘cose’ quotidiane alberga il cuore.

In un centrotavola, per esempio.

Come ‘Balliamo sul mondo’.

La forma appare come una goccia d’acqua che rimbalza sulla superficie lucente del metallo giocando con riflessi, bagliori e con texture che scompongono l’energia della luce. Un gioco che incanta e che ruba lo sguardo. Una frazione di secondo in cui tutto resta sospeso – come la goccia che rimbalza e resta congelata nell’istante della sua ricaduta -, per poi tornare all’incedere dettato dalle incombenze giornaliere. Vale per pezzi come Elis, Lifeonearth, Germoglio… vale per ogni oggetto che riesce a emozionare in silenzio!

 

Per maggiori informazioni su “Balliamo sul mondo”: https://www.zanetto.com/it/shop/centrotavola/

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