SUPERFICI

 

Uno dei tratti maggiormente distintivi della manifattura Zanetto, è l’importanza attribuita alla finitura superficiale come tecnica decorativa,  per restituire al metallo una delle sue proprietà espressive forse più belle.
Lucida o satinata, scabrosa o vellutata, rugosa, ondulata o serica: il lessico di una superficie d’argento è estremamente ricco e comunicativo, agisce sui sensi e sull’emozione e alla realizzazione di un’opera conferisce fascino e completezza.
La trama di segni che caratterizzano una texture è ottenibile da tecniche diverse. Quale che sia la tecnica impiegata, per la buona riuscita di un effetto di finitura, l’esecuzione deve essere condotta ad arte. Zanetto da sempre fa della finitura un uso specializzato e raffinato, con una particolare sensibilità per la qualità materica del metallo, che si esprime con la capacità di qualificare esteticamente e coerentemente al progetto anche la superficie di un oggetto, non solo il suo disegno o il modellato dei volumi.

 

 

 

 

 

LUCIDO O SATINATO

A seconda del tipo di tecniche e di materiali usati nelle fasi finali di lavorazione, si può ottenere un oggetto lucido oppure satinato.
LUCIDO per esaltare la brillantezza e la specularità del metallo, in particolare dell’argento: sarà un oggetto che dialoga con l’ambiente, prendendo e rimandando luce e riflessi, per farsi quasi ‘liquido’.
SATINATO per evidenziare  il colore del metallo, oppure il disegno o il volume della creazione. Una presenza materica, tangibile.

 

 

 

LISCIO O MARTELLATO

La superficie liscia si accompagna quasi sempre con il lucido, creando così superfici speculari, in cui è più difficoltoso riconoscere il fluire del modellato e le curve morbide del disegno. Modo d’essere necessario per un certo approccio progettuale.
La superficie liscia, in un metallo, viene accostata, quasi sempre, alla modernità, che esalta il fatto a macchina e disprezza il lavoro manuale. La tecnica della martellatura è spesso considerata un residuato del passato: per questo, oggi, la padronanza di questa lavorazione non è affatto comune. Ma la lucente specularità  è solo uno dei modi d’essere del metallo, che dispone in realtà  di un lessico estremamente ricco e comunicativo.
La novità apportata da Zanetto riguarda non solo semplicemente la riabilitazione della martellatura ma l’elaborazione di nuove tipologie, segni grafici e trame, che danno vita a texture delle superfici assolutamente inedite, di cui non abbiamo riscontrato tracce nella storia precedente.
E’ radicale:  anzitutto  perché, senza paura, rende manifesta la manualità della lavorazione, in aperta opposizione ai canoni della standardizzazione propri dell’industria  e dichiara orgogliosamente la sua origine artigianale, integrando coerentemente questa caratteristica al progetto e al disegno dell’oggetto.


TEXTURES

“Mi piace parlare di alfabeto ancestrale, un dialogo tra metallo e uomo, ma quelle trame parlano direttamente all’uomo  dell’uomo, riportandolo  al centro, con la sua creatività e la sua maestrìa. Anche il fruitore più profano comprende questo messaggio ed è premiato nella sua individualità, perchè gode di un oggetto unico e irripetibile.”

Enrico Zanetto

Zanetto Textures